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Coronavirus, dall’emergenza sanitaria all’emergenza democratica il passo è breve

I Governi mentono ai propri cittadini?

Si, talvolta mentono. Non sono i teorici del complotto a dirlo, ma Madame Storia.

Non andando troppo indietro nel tempo basterà ricordare che la versione ufficiale della morte di J. F Kennedy è quella della commissione Warren. Fu ucciso dalla pallottola “magica”.

Più recentemente, il casus belli che scatenò a seconda guerra del golfo fu una clamorosa fake news. Saddam non disponeva di alcuna arma di distruzione di massa.

E vogliamo parlare del DC9 di Ustica? No, meglio di no, per carità di Patria…..

La verità viene a galla, prima o poi. Spesso poi.

Le bugie hanno le gambe corte, ma un po’ di strada la fanno lo stesso.

Siccome historae magistra vitae, nemmeno la narrazione dominante ai tempi del coronavirus, che pochissimi osano mettere in discussione, può essere accettata a-criticamente.

Fin da ora, perciò, qualche riflessione sulla conformità delle draconiane misure adottate dal Governo Italiano all’art. 16 della Costituzione, secondo la quale la libertà di circolazione può essere limitata “per motivi di sanità o di sicurezza”, nonchè all’art. 17 per il quale la libertà di riunione può essere vietata solo “per comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica”, va fatta.

E va fatta senza il timore di essere additati come untori e portati via dai monatti…..

Quando, dopo l’attentato dell’ 11 settembre, entrò in vigore la legge federale USA PATRIOT Act le organizzazioni della difesa dei diritti dell’uomo reagirono denunciando come eccessive le limitazioni  delle libertà individuali, in particolare in merito alla diminuzione della libertà di espressione e la violazione della privacy contenute nella legge.

Erano tutti fiancheggiatori dei terroristi? Pensiamo di no…

Dunque, misure eccezionali come quelle disposte dal Governo italiano sono legittime, innanzutto solo se temporanee (e fin qui non ci piove..) e se adottate in gravi casi di emergenza.

Il punto è questo. Si tratta di un caso di emergenza grave a tal punto?

Probabilmente sì, quantomeno per l’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto su quel che resta del Servizio Sanitario Nazionale.

Ma non censuriamo coloro (e sono tanti, anche in ambito medico e scientifico) che la pensano diversamente. La scienza non è dogmatica, per definizione.

Parlare di dogmi scientifici è un ossimoro che rischia di precipare il mondo in un medioevo prossimo venturo, in cui la Scienza sostituisce la Religione.

Non ci siamo ancora sbarazzati neanche dai dogmi economici che hanno imperversato, indisturbati, nell’eurozona (ma non solo) per oltre vent’anni

Liberiamoci dalla tecnocrazia, o passeremo dalla padella degli economisti alla brace degli scienziati…….

Dalle emergenza, sanitaria all’emergenza democratica il passo può essere assai breve. Non dimentichiamolo.

Oggi é l’emergenza sanitaria, domani sarà quella sociale, dopodomani magari la sicurezza,…..
In un non lontano futuro la compressione di libertà costituzionali potrebbe non essere più così eccezionale. Ormai il precedente c’è….

Nemmeno quel che accade negli altri Paesi induce a qualche riflessione.

Gli inglesi non hanno rinunciato a vivere una vita normale neppure sotto i bombardamenti di Hiltler. Non vi rinunceranno neppure adesso. Anche dal Governo tedesco fin qui molte raccomandazioni e poche restrizioni, ma la Germania può contare su 28 mila posti letto in terapia intensiva.

La democrazia é sospesa, ma non si può dire,
C’e una censura sociale, diffusa. Un clima manzoniano da caccia all’untore.
Brividi, e non sono di febbre…….

Tutte le forme di autoritarismo, vecchie e nuove, si affermano con il consenso delle gente.

Mentre #stiamoacasa, DOVEROSAMENTE e nel rispetto della legge, leggiamo magari un libro di storia…..

Ci hanno (si spera temporaneamente) già privato di libertà fondamentali, garantite dalla Costituzione, quali la libertà di circolazione e la libertà di riunione. con ricadute economiche probabilmente senza precedenti, dal crollo dei consumi, del Pil, della bilancia commerciale, del turismo, all’ aumento del debito e della disoccupazione, e alla depressione.

Ci resta la libertà di manifestazione del pensiero, difendiamola.

Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo (Johann Wolfgang Goethe)

Pubblicato da Giovanni Anania

Avvocato in Torino

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