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Covid19, il cigno nero della democrazia

Il nuovo, l’ennesimo, d.p.c.m ci consegna una sospensione sine die dei diritti fondamentali previsti dalla parte prima della Carta Costituzionale.

La Costituzione “più bella del mondo”, dicevano coloro che oggi la calpestano.

Già qui si era detto, e altrove e da altri più sapientemente scritto, che l’adozione di fonti secondarie, quali i d.p.c.m,  in materia comperta da riserva di legge è di dubbia legittimità, e analoghi (se non addirittura maggiori) dubbi sollevano le ordinanze regionali che, peraltro, il Governo non ha impugnato alimentando il caos normativo.

Ma adesso si va pericolamente oltre….

La scadenza incerta della cessazione di tale misure scardina il principio secondo il quale tale misure sono costituzionalmente legittime solo se temporanee, e cioè sottoposte ad un termine. Non già ad una condizione, cioè ad un fatto futuro ed incerto, quale la curva dei contagi.

Il miraggio della normalità

In primis, appare di improbabile legittimità continuare ad imporre limiti alla circolazione tra Regioni.

La Repubblica è “una e indivisibile” recita l’articolo 5 della Costituzione.

Di fatto, l’hanno divisa, una plastica rappresentazione, su larga scala, di quel “distanziamento sociale” che da eccezione rischia di diventare la regola.

Divieto di circolazione, divieto di riunione, persino divieto di culto.

Divieto, quest’ultimo, per fortuna prontamente contestato dalla Confederazione Episcopale Italiana, nell’assordante silenzio di un Pontefice che nelle scorse settimane, ahimè, non ha speso una parola per chiedere che ai morti di (o con) covid19 fossero dati un funerale e una cristiana sepoltura.

Abbiamo assistito all’irruzione delle forze dell’Ordine in una Chiesa per interrompere una funzione religiosa, che peraltro si stava svolgendo osservando adeguate norme igienico-sanitarie.

Certo, le Chiese formalmente non godono dell’extraterritorialità, ma il vulnus al principio Ecclesia libera in libera patria resta, e poi….. come non ricordare le parole di Papa Benedetto “Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi“.

Papa Benedetto XVI, purtroppo, ha rinunciato al ministero petrino, e i lupi non sono come le Stelle, non restano a guardare….

Mentre i media i media nazionali fornivano le cifre dei decessi senza metterle in rapporto con la mortalità annua nello stesso periodo, e una nota dell’Ambasciata Svedese in Italia protestava contro la disinformazone diffusa dai alcuni dei principali giornali italiani circa la situazione  nel Paese scandinavo, un poco trasparente sistema di governance dell’emergenza tentava di soffocare la pluralità di opinionI ricorrendo alla fallacia logica detta dello straw man argument o straw man fallacy che consiste nel confutare un argomento proponendone una rappresentazione complottista, errata o distorta.

Peggio ancora, richiedeva (e otteneva) dalle piattaforme di convidisione video (you tube) di censurare il libero pensiero.

Tutto in nome della tutela di un altro diritto, quello alla Salute, ugualmente protetto dalla Costituzione, ma non di rango superiore rispetto agli altri diritti fondamentali .

Quando torneremo ad impiccare i suicidi nelle piazze come nel Medio Evo? Come deterrente, e per difendere la vita, ovvio…

La democrazia italiana, che pure, in passato. ha avuto la forza di superare la stagione del terrorismo brigatista e degli anni di piombo senza minare i cardini della Costituzione, oggi è crollata “non solo eticamente e politicamente”, come ha scritto il filososo Giorgio Agamben.,ma. mi permetto di aggungere qui, anche giuridicamente di fronte ad un virus che (detto senza voler minimizzare) non è la peste.

Modello cinese?

In nome dell’emergenza e del contrasto al virus,  sono state addirittura formulate proposte di tracciamento massivo digitale e la geolalicalizzazione H24 dI tutti i cittadini, insomma l’importazione, definitiva, del modello cinese di sorveglianza totale.

Certo, in Cina hanno il “vantaggio” (udite udite..) della dittatura.

La sorveglianza è una violazione della libertà“, così ha risposto a Xi Jinping in una lettera aperta, il direttore della Bild, Julian Reichelt.

Lei Governa con la sorveglianza e il controllo – aggiunge il giornalista – Lei non sarebbe Presidente senza la sorveglianza. Lei controlla qualunque cosa faccia qualunque cittadino….. Ha fatto chiudere tutti i giornali e i siti internet che si sono mostrati critici rispetto al Suo operato

Diciamo che l’Italia sta facendo di tutto per … recuperare lo “svantaggio”.

Leggo sul sito della Fondazione Einaudi: a emergenza finita il Parlamento dovrà istituire una commissione di inchesta. Si faccia presto….

Per Aristotele, l’uomo è un “animale sociale”, assolutamente incapace di vivere isolato dagli altri, e allora come è stato possibile accettare tutto ciò?

Viviamo nel mondo dell’uniformità gregaria, quello che Martin Heidegger chiamava il modo d’essere del Si, del “così si dice“, “così si fa“, “così si pensa“…

Ecco come….. e allora tutti insieme, in file per tre come cantava Bennato, usciremo, prima o poi, dall’incubo del virus per entrare nella realtà della povertà e della miseria.

No, non andrà tutto bene……

Dopo il covid19 e la quarantena, un Fato e un pianto greco ci attendono.

“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza” (Benjamin Franklin)

Pubblicato da Giovanni Anania

Avvocato in Torino

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