La salute nell’epoca della globalizzazione

Da sempre i fattori economici e quelli legati alla salute presentano numerosi parallelismi. Non è un caso che i Paesi che godono di una certa stabilità economica, con un redditto pro-capite medio-alto, presentano anche una popolazione con una aspettativa di vita molto alta, tutto ciò grazie ad un maggiore accesso a medicine, vaccini e un sistema sanitario ben funzionante. Nei Paesi invece economicamente svantaggiati, come ad esempio l’Africa, l’età media della vita si riduce notevolmente. Verso l’inizio del secolo scorso è iniziato quel processo che prende il nome di globalizzazione, ossia un fenomeno che dal punto di vista economico tende a favorire gli scambi e gli investimenti dal mercato nazionale a quello mondiale con estrema facilità e rapidità. Il mondo di oggi è un mondo globale in cui le economie dei vari Stati sono sempre più interconnesse, gli scambi e il mercato non hanno più frontiere, le comunicazioni avvengono con estrema semplicità ed esiste la possibilità di spostarsi con facilità da un capo all’altro del pianeta. Ma tutto questo come ha influito sulla salute?

La globalizzazione può effettivamente migliorare la salute dei popoli?
La globalizzazione cercando di ridurre almeno parzialmente la povertà, di favorire lo sviluppo economico e la liberalizzazione dei capitali e i fattori di produzione, pone le giuste basi per migliorare effettivamente la salute della popolazione mondiale. Ma il principale problema che impedisce alla globalizzazione di realizzare in concreto tale obiettivo è che quest’ultima non opera in modo uniforme andando ad accentuare ancora di più il divario economico e sociale tra le varie popolazioni e non solo, anche all’interno dello stessa Nazione. La globalizzazione in buona sostanza ha aumentato il benessere economico dei ricchi e ha fatto cadere ancor di più nel baratro i Paesi e le popolazioni economicamente svantaggiate. Senza contare che le disuguaglianze in salute sono diventate un vero e proprio business per tutti quei ricercatori universitari e professionisti che ogni anno scrivono fior fiori di relazioni a seguito delle loro ricerche profumatamente finanziate, senza in realtà fare nulla di concreto per cambiare le cose.

Effetti diretti della globalizzazione sulla salute delle popolazioni
Il processo di globalizzazione ha sicuramente inciso sulla salute dei vari popoli comportando una serie di pericoli. Ad esempio determinate abitudini e stili di vita sbagliati dei Paesi economicamente più avanzati come il fumo, il consumo di sostante alcoliche e di cibi ipercalorici, con il processo di globalizzazione si sono diffusi anche in Paesi poveri determinando la diffusione di malattie croniche che rappresentano conseguenza diretta di tali atteggiamenti. Senza considerare l’aumento delle morti premature derivate dall’inquinamento, causato a sua volta dalla globalizzazione delle emissioni. Il processo di globalizzazione ha favorito le importazioni di prodotti che generalmente presentano dei costi molto bassi, conseguenza del fatto che le politiche ambientali previste in diversi Paesi extra-europei (compresa l’America che sembra essersi recentemente sfilata dall’accordo sul clima firmato nella capitale francese) sono molto più permissive rispetto a quelle adottate dall’Unione Europea e ciò consente a questi Paesi di vendere i loro prodotti a costi molto più bassi ma, allo stesso tempo, anche di contribuire all’inquinamento globale. Bisogna tra l’altro considerare l’aumento delle importazioni anche sotto l’aspetto economico, come causa del peggioramento delle condizioni dei lavoratori, i quali molti si sono trovati senza lavoro, con salari decisamente più bassi e con ritmi lavorativi stressanti. Così l’import, e di conseguenza la globalizzazione, è diventato una delle principali cause dell’aggravamento della salute psichica dei lavoratori con l’aumento di depressione, suicidi, infortuni sul lavoro e uso di psicofarmaci.
Conseguenza diretta della globalizzazione è anche una più alta probabilità di contagio e diffusione delle malattie trasmissibili (cfr.  Vineis, Salute senza confini. Le epidemie della globalizzazione, Codice, 2014).

Effetti indiretti della globalizzazione sulla salute delle popolazioni

La globalizzazione incide sulla situazione economica delle varie Nazioni, la quale presenta una serie di parallelismi con la salute. Le potenze della globalizzazione intervengono sulle politiche economiche nazionali andando ad incidere sulle situazioni economico-sociali dei cittadini in genere in due differenti modi:
– offrendo salari bassi per condizioni lavorative al limite dello sfruttamento. Tutto ciò causa stress, andando ad indebolire le difese immunitarie ed esponendo maggiormente l’organismo alla possibilità di contrarre malattie;
– riducendo la spesa pubblica sanitaria e costringendo così i cittadini a dover pagare anche l’assistenza sanitaria primaria e i servizi sanitari fondamentali che spesso e volentieri risultano essere di scarso livello, soprattutto nelle Regioni economicamente più povere.

BIBLIOGRAFIA:  Glyn-Canton, Capitalismo scatenato. Globalizzazione, competitività e welfare, Brioschi 2007;  Lemma, Promuovere salute nell’era della globalizzazione. Una nuova sfida per «antiche» professioni, Unicopli, 2005; Missoni- Pacileo, Elementi di salute globale. Globalizzazione, politiche sanitarie e salute umana, Angeli, 2016: Agnoletti-Stievano, Antropologia culturale, infermieristica e globalizzazione, Angeli, 2013;  Vineis, Salute senza confini. Le epidemie della globalizzazione, Codice, 2014.

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